Cicala

Lyristes plebeius

Nome comune di alcuni insetti omotteri, che si nutrono dei succhi di vari alberi e i cui maschi posseggono potenti e complicati organi stridulanti, coperti da opercoli chiari, attraverso i quali friniscono nelle ore calde dell’estate.

Le cicale hanno grandi ali membranose e vivono sulle parti aeree delle piante, a differenza delle larve, che sono sotterranee, ed in relazione a ciò posseggono zampe anteriori scavatrici.

Curiosità:

L’entomologo H. Fabre analizzando le abitudini degli insetti  fornì una base scientifica che rovesciava completamente il significato della famosa favola di Esopo sulla cicala e la formica, ovvero Fabre scriveva:

In luglio, nelle ore afose del pomeriggio, quando il popolo degli insetti, estenuato dalla sete, erra cercando invano di abbeverarsi sui fiori appassiti, secchi, la cicala se la ride della penuria generale. Col suo rostro, fine succhiello, buca una parte della sua cantina inesauribile. Stabilitasi sempre cantando su un ramoscello d’arbusto, fora la scorza ferma e liscia che una linfa maturata dal sole gonfia… Numerosi assetati la spiano, in effetti; scoprono il pozzo… I più piccoli, per avvicinarsi alla sorgente, s’insinuano sotto il ventre della cicala che, gentile, si rizza sulle zampe e lascia via libera agli importuni… Le più ostinate sono le formiche.

J.H. Fabre, Souvenirs entomologiques : études sur l’instinct et les moeurs des insectes. 1879-1900

 

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